Per secoli il Mediterraneo è stato incrocio di culture diverse che talora si sono scontrate ma, molto più spesso, confrontate e incontrate. Da qualche decennio, invece, sembra che le differenze si vadano cristallizzando e le tradizioni (di pensiero, di spiritualità, di norme e di pratiche) si rinchiudano in bozzoli estranei o, addirittura, confliggenti. Ogni gruppo, ogni individuo ha paura dello scompiglio che i processi di mondializzazione provocano costringendo ciascuno a misurare il valore delle proprie convinzioni nel paragone con le innumerevoli alternative che affiorano sul pianeta: e meno si è sicuri del proprio patrimonio, più duramente si reagisce alle occasioni di doverlo illustrare e legittimare agli occhi degli esterni.
La Collana è stata progettata come piccola azione di contrasto verso questa marea montante di integralismi miopi, di fanatismi aggressivi. È una scommessa contro l’angoscia di dover maturare. Si offre, infatti, come spazio per il dialogo fra quelle persone che, proprio perché consapevoli della propria identità (filosofica, religiosa o politica), non hanno timore di metterla in gioco alla ricerca di orizzonti sempre più vasti.