Oggi non è necessario uscire dalle nostre città: è nell’anonimato dei volti e nella monotonia dei ritmi quotidiani che si sperimenta l’assenza di riferimenti vivi, vivaci e vivificanti. Da qui l’importanza di lasciarsi sorprendere dall’incontro con piccole oasi: personaggi, racconti, progetti che aprono squarci di senso in una trama di relazioni spesso logorata dalla ripetitività dell’abitudine e dall’uniformità del conformismo. Luogo essenziale e primario dell’incontro, del dialogo, dell’ospitalità dell’altro, della sua cultura e delle sue idee, l’oasi è un luogo che si sviluppa in itinere in un susseguirsi armonico e polifonico utile per l’esperienza di sé e per il confronto aperto, per ascoltare la narrazione di storie e vissuti, per comprendere il pensiero e gli stili di vita di oggi. Occasioni, insomma, per re-imparare ad assaporare significati e a camminare con la fondata speranza di procedere verso una meta.